Un pane sano, fatto con cereali bio macinati a pietra, lavorato con pasta madre e prodotto in un’oasi di ripopolamento faunistico alle porte di Milano.

Il progetto di un forno agricolo interno alla Cascina Sant’Alberto nasce nel 2013 e si ispira alla filosofia del “buono pulito e giusto” di Slow Food: produce pane  realizzato esclusivamente con cereali biologici macinati a pietra, dando vita a un pane particolarmente durevole e digeribile, ricco di enzimi, vitamine e componenti aromatiche.

Il forno di Cascina Sant’Alberto seleziona esclusivamente farine di alta qualità prodotte con cereali italiani coltivati in modo biologico certificato, prediligendo gli agricoltori italiani attenti al recupero di antiche sementi – con cui condividiamo la volontà di valorizzare le identità locali ormai quasi perdute e diffondere la qualità e la biodiversità dei cereali italiani.
Il forno utilizza esclusivamente la lievitazione naturale con pasta madre autoprodotta; la pasta madre e il grande formato mantengono il pane fresco e buono per diversi giorni, contenendone lo spreco.

I forni sono alimentati in modo ecologico (a pellet da scarti di segheria certificati) e ad alta coibentazione, con un risparmio energetico di circa il 60% rispetto a un forno elettrico tradizionale .

La Cascina Sant’Alberto distribuisce il proprio pane a diversi agriturismi della zona, alle botteghe equosolidali Chico Mendez (alcuni ingredienti, come l’uvetta, sono di Altromercato) e presso diversi centri di solidarietà, con i quali collabora abitualmente.

Un pane che vuole essere etico in ogni aspetto:
“Lavoriamo per ripristinare un’agricoltura sana attenta al territorio, per creare le condizioni di un mercato virtuoso che unisca la qualità del buon pane alla ricchezza delle tradizioni agricole locali. Riconosciamo un valore economico equo alla coraggiosa professionalità degli agricoltori italiani che difendono la varietà locale dall’omologazione del mercato internazionale, contrastando anche l’abbandono delle campagne italiane. Il nostro forno assume con contratti esclusivamente a tempo indeterminato, impiegando anche persone provenienti da situazioni di difficoltà.