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Come si costruisce un’altra storia: l’esempio della Campania

Abbiamo incontrato in questi anni tanti protagonisti della lotta anticamorra, abbiamo conosciuto le loro iniziative (il Pacco alla camorra, la Cassa per il mezzogiorno, ecc.) che, in modo a volte ironico, portano il messaggio: dalle camorre ci si libera col lavoro, con un modello di sviluppo e crescita delle comunità alternativo a quello proposto dai camorristi e da chi li favorisce.

Ma non basta sentirselo dire: per poter comprendere e fare proprie le buone pratiche occorre vedere e toccarne ‘con mano’ i frutti, BuonMercato nasce per questo. Per questo vi raccontiamo di un viaggio nelle terre campane dove la storia sta cambiando, sta diventando “tuttanatastoria” (un’espressione tipica napoletana che rappresenta il cambiamento radicale).

Ed anche questo viaggio che vi raccontiamo non è fatto di parole, ma di persone che già l’hanno fatto, anche socie e soci di BuonMercato, e che vorremmo proporre, speriamo a breve, a tutte e tutti.

Il viaggio parte da un luogo che per molti è simbolo della camorra, ma è anche simbolo del riscatto dalla camorra: Scampia. Qui, davanti alla nuovissima stazione della metropolitana più originale e artistica d’Europa, parte lo Scampia Trip Tour, che porta chi non si ferma alla superficie a vedere gli ‘anticorpi’ di Scampia che operano ogni giorno, come

  • Il Centro Sociale Gridas (Gruppo di risveglio dal sonno), dove già dagli anni 80 si progetta la rinascita di Scampia attraverso gli interventi sui ragazzi, sulla cultura e sui muri del quartiere dove Felice Pignataro realizzava i suoi murales. Mirella e Felice Pignataro sono gli ideatori del Carnevale Sociale di Scampia e, dopo la morte di Felice, Mirella ha moltiplicato le sue energie e ce le trasmette tutte incontrandola. www.felicepignataro.org
  • L’Officina delle Culture Gelsomina Verde : inizialmente era una scuola superiore che ha chiuso per mancanza di iscrizioni nel corso della prima faida di Scampia. Dopo l’abbandono la camorra ne ha preso possesso trasformandola in un bed and breakfast della droga, dove i locali della scuola venivano concessi ai tossicodipendenti per andare a consumare l’eroina e a godersi lo sballo. L’associazione (R)esistenza Anticamorra, che ha come presidente Ciro Corona, ha recuperato il bene che oggi ospita numerose attività di rigenerazione del quartiere.
  • La Scuola Calcio Arci Scampia. Un campo di calcio e un pallone possono cambiare il volto di un quartiere e il destino di molti giovani: questa è la storia della scuola di Calcio Arci Scampia. Una storia lunga trent’anni, fatta di impegno e volontariato a favore della riqualificazione e dell’aggregazione sociale. http://www.arciuispscampia.it/
  • Il ristorante sociale Chikù. Scampia ospita la più importante comunità Rom della città ed è per questo un importante laboratorio di integrazione. “Chi rom e chi no” (in italiano “chi dorme e chi no”) è un’associazione che si impegna da 20 anni su questo fronte con interventi culturali e pedagocici. Dal 2013 assieme all’impresa sociale “la Kumpania” valorizza la passione per la cucina di un gruppo di donne rom e napoletane che hanno fatto del loro talento, una professione con l’obiettivo di offrire un servizio “genuino e responsabile” attraverso un percorso di emancipazione. www.chiku.it
Il Carnevale di Scampia: tante associazioni di tutta Italia intorno al Gridas

Da Scampia poi ci si sposta al vicino Rione Sanità, in particolare alle Catacombe di S.Gennaro per conoscere la cooperativa “La Paranza”: un realtà nata con 5 ragazzi che, assieme a padre Antonio Loffredo, dal 2006 decidono di occuparsi delle catacombe di San Gennaro in stato di abbandono e usate come deposito del vicino ospedale. Oggi i 5 volontari sono diventati 39 dipendenti, i 6000 visitatori del 2006 sono diventati nel 2019 ben 170 mila. (https://www.catacombedinapoli.it). Ma la Sanità è anche tanto altro, e lo si può respirare con una passeggiata tra i suoi vicoli. Il Rione Sanità è noto per essere uno dei più poveri di Napoli ma anche il quartiere che ha dato i natali a Totò. Oggi la terza municipalità è guidata da Ivo Poggiani, molto vicino al sindaco a Luigi De Magistris che conduce una lotta senza quartiere al degrado e alla camorra delle “stese” (le raffiche di proiettili per seminare paura) attraverso lo strumento della partecipazione e della socialità (la notte bianca della sanità, carnevale sociale, Sanità tà tà, etc…).

Ma a Napoli si possono fare tanti altri incontri con realtà sociali, se c’è tempo e interesse:

  • la biblioteca di Forcella, gestita da Franco Durante, papà della vittima innocente di camorra Annalisa
  • il bene confiscato le Gloriette gestito dalle Agende Rosse Campania
  • il centro sociale Je So Pazz
  • la Scugnizzeria, il progetto teatrale per i bambini di Scampia
  • Arrevuoto, il progetto di teatro pedagogia sulle periferie di Napoli
  • il Collettivo Musicale Terroni Uniti
  • la squadra di Calcio Migrante dell’Afro Napoli United
  • il Collettivo Stop biocidio, di cui una delle anime è Enzo Tosti
  • Noi genitori di tutti, il gruppo di mamme delle piccole vittime del biocidio fondato da Marzia Caccioppoli

Tante storie, tante occasioni di conoscere da vicino la reazione che ha attuato un intero popolo di fronte alle sfide ed alle minacce che gli giungono da tanti nemici, non solo la camorra ma anche chi inquina, chi non garantisce lo sviluppo lavorativo, ecc.

Spostandosi, ma neanche tanto, da Napoli centro e periferia, il viaggio prosegue verso Casal di Principe, anche lei nota per le gesta della camorra ma oggi culla di un movimento di rinascita che ha le sue fondamenta in un’amministrazione guidata da Renato Natale, sindaco anticamorra che fu amico di Don Peppe Diana, il prete di Casale ucciso dai camorristi ma mai morto nel cuore della sua gente.

Qui le tappe sono:

  • Casa Don Diana. Anche Casa Don Diana è un bene confiscato ai clan della cupola casalese ed oggi è la sede operativa del Comitato Don Peppe Diana, museo delle vittime innocenti campane e biblioteca permanente.
  • Cantina ViteMatta. Cantina sociale che trasforma le uve provenienti dai terreni confiscati al clan. E’ gestita attraverso il reinserimento lavorativo di ragazzi provenienti dalla fragilità psichica. vitematta.it
  • NCO – Nuova Cucina Organizzata. Ristorante pizzeria nato in un bene confiscato a un affiliato del clan Schiavone . Questo luogo rappresenta l’epicentro delle attività della rete di Antimafia Sociale casertana che fa riferimento al Consorzio di cooperative denominato N.C.O. – Nuova Cooperazione Organizzata e alle attività di promozione della legalità come fattore strategico per il territorio promosse dal Comitato Don Peppe Diana. Nel ristorante vengono reinseriti lavorativamente ragazzi provenienti dall’ambito della fragilità psichiatrica. ncocucina.com
Nuova Cucina Organizzata: il ristorante che sancisce già nel nome la vittoria della legalità e del lavoro onesto contro la ‘nuova camorra organizzata’

Ed anche a Casal di Principe c’è l’opportunità di conoscere tante altre realtà sociali che arricchiscono la vita di quel luogo e ne stanno facendo una capitale dell’anticamorra, dopo essere stata conosciuta come il paese del clan dei casalesi, e del suo famigerato boss “Sandokan” Francesco Schiavone. Realtà come

  • Dulcis in Fundo, bene confiscato e azienda cioccolatiera per il reinserimento lavorativo delle fragilità dall’ambito della disabilità. dulcisinfundo.eu
  • Etiket, agenzia di comunicazione sita in un bene confiscato e facente capo all’importante fotografo di inchiesta Mauro Pagnano (l’occhio sulla “terra dei fuochi” di Giampaolo Pansa)

A pochi passi da Casal Di Principe ci aspetta un’altra realtà di grande valore: è la Fattoria sociale e didattica Fuori di Zucca, un ristorante agrituristico nato in un contesto davvero straordinario come quello dell’ex OPG di Aversa e che, con la direzione dello Chef Nino Cannavale, propone piatti della tradizione locale preparati e serviti da ragazze ragazzi della cooperativa sociale “Un fiore per la vita”. fattoriafuoridizucca.it

Ma la terra aversana è anche terra ricca di storia e di meraviglie spesso poco conosciute come la Reggia del Carditello, bellissima seconda reggia di Caserta, strappata dalle mani della camorra dai volontari del Forum Agenda 21, che ha riunito cittadini, associazioni ed enti per realizzare questo ‘miracolo’. fondazionecarditello.org

Il Real Sito di Carditello, abbandonato per decenni e risanato dal Forum delle associazioni Agenda 21

Avviandoci verso la tappa finale del tour si va verso Nord, in quest’opera di ‘cucitura’ del rapporto solidale tra meridione e settentrione d’Italia. Ed andando verso Nord dall’agro aversano si arriva a Maiano di Sessa Aurunca, dove ha sede la Cooperativa sociale Al di là dei Sogni, in un bene confiscato a uno dei capizona del clan a Sessa Aurunca e dedicato alla memoria di Alberto Varone. Oggi il bene ospita un’azienda di agricoltura sociale, un bed and breakfast, un ristorante sociale e 17 ettari di colture. Tutto gestito attraverso il reinserimento lavorativo di ragazzi provenienti dalla fragilità psichica, penale e dalle tossicodipendenze. coopaldiladeisogni.it

E, sopra i terreni di Al di là dei sogni, ci aspetta l’ultima tappa di questo tour, Valogno Borgo d’Arte: un borgo recuperato dalla lucida follia di Dora e Giovanni attraverso i tantissimi murales che raccontano la storia del territorio e le sue leggende (O Munaciello, i briganti…)

E qui, in un borgo affacciato sul mare, termina il tour, o, per meglio dire, termina il tour raccontato e comincia, se volete, quello vissuto in prima persona: contattateci se siete interessati a vivere quest’esperienza ed a conoscere persone e luoghi che stanno costruendo giorno per giorno, dal livello più basso, quello della terra, le fondamenta di un’altra storia.

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